mercoledì 31 dicembre 2025

Ciao 2025



Come dicevo qualche giorno fa, mi verrebbe da maledire questo 2025 che mi ha portato via una delle persone più importanti della mia vita: zio Giuseppe. Con lui mi sembra di aver perso di nuovo la zia, che finché lui era qui riuscivo a vederla nelle sue espressioni del viso, nei suoi occhi. A volte quando andavo via da casa sua mi chiamava per chiedermi se la zia fosse venuta con me, perché era lì fino a un attimo prima, seduta accanto a me mentre bevevo il caffè. Con la perdita dello zio li ho persi entrambi e non posso definirmi orfana, perché i genitori grazie al cielo li ho, ma è così che mi sento. 

Eppure il 2025 non è stato  solo l'anno della perdita ma è stato anche l'anno dell'amore. Lo zio si è rotto il femore a febbraio e fino a giugno mi sono dedicata anima e corpo a lui. Ho fatto di tutto per non farlo sentire mai solo e mio marito a casa e mio fratello al lavoro hanno fatto di tutto per sopperire alle mie mancanze. Mia madre mi è stata molto vicina, mi ha aiutata lavando gli indumenti dello zio e accompagnandomi quando poteva nelle varie strutture in cui era ricoverato. Mia zia Antonietta mi ha sostituito nei giorni in cui ero particolarmente incasinata e non trovavo nessuno che andasse a trovarlo. Sapeva che non volevo che lo zio restasse neanche un giorno da solo senza visite. Senza moglie né figli il rischio era altissimo. 

I compagni di stanza e di corsia di mio zio sono stati la mia forza, la mia medicina contro la disperazione. Giacomo in particolare mi accoglieva tutte le mattine con un sorriso e mi faceva compagnia e mi confortava quando piangevo e mi faceva riflettere quando lo accompagnavo in carrozzina a bere un caffè o a prendere una boccata d'aria all'esterno. Giacomo con cui stracciavamo tutti a scala quaranta e che quando lo zio se n'è andato mi ha abbracciato piangendo. Giacomo, 91 anni, quanto gli ho voluto bene. Peccato che non mi riconosca più, forse piangeva per quello; sapeva che a breve mi avrebbe dimenticato. 

Grazie alla tragedia dello zio ho potuto vivere l'anno più pieno d'amore della mia vita. Gli ingranaggi della macchina che si era messa in moto per accompagnare lo zio alla fine della sua vita erano lubrificati dall'Amore di tutti, ed è così che dovrebbe andare il mondo. Tutti al servizio di tutti. Tutti legati da affetto profondo e rispetto e pietà. 

Sogno un futuro così anche se già negli ultimi tempi tutto è cambiato.

La tragedia del genocidio Palestinese è la prova che viviamo in modo sbagliato, creiamo confini dove dovrebbero esistere solo orizzonti. Ancora si prova a sterminare una popolazione, si uccidono bambini che sono Dio sulla Terra, come ai tempi di Hitler, sotto gli occhi di tutti i governi che si definiscono "civili" ma sono invece disumani e complici. E noi siamo impotenti.

Regnano gli egoismi ma io ho assaporato l'amore disinteressato, che è L'UNICO AMORE POSSIBILE, anche se per pochi giorni. Basterebbero poche ore per cambiare il corso degli eventi ma l'amore non è un dono per tutti. Lo zio l'ha donato a me e gliene sarò per sempre grata. Quel suo ultimo saluto lo porterò dentro finché vivrò.

Dopo pochi giorni dalla sua scomparsa è arrivata Athena e l'ho preso come un regalo da parte sua. Un modo per farmi tornare a ridere. Quando la zia si suicidò, nel 2019, arrivò Lola. Quando lo zio ha scelto spontaneamente di andarsene, smettendo di mangiare, è arrivata Athena; non può essere un caso.

Quest'anno ho ricominciato a giocare nella mia squadra. L'avevo persa e mi ero allontanata a causa di una brutta persona che per fortuna ha poi lasciato la squadra consentendomi di tornare. E siamo tornati a giocare insieme, perfino a Cesenatico, ed è stato bellissimo.

Ho fatto una crociera con la mia famiglia dopo tanti anni e ho visitato per la prima volta Atene, da cui ha preso il nome la mia dolce Athena.

Ho mandato per la prima volta un inedito a un'agenzia letteraria e mi ha risposto di aver riscontrato in me molto talento. Non me l'aspettavo, non pensavo neanche di averne dopo le critiche ricevute negli ultimi anni. Sto facendo le modifiche richieste, dopodiché verrà proposto ai grandi editori. Se non verrà selezionato pazienza, comunque lo auto pubblicherò su Amazon e vedrà la luce. Non vedo l'ora perché ce l'ho in ballo da qualche anno ed è il libro dedicato ai miei zii.

Le mie nipoti hanno compiuto 18 anni, mio nipote Paolo si è laureato, Giulia ha iniziato la prima superiore, ho dato a Giorgia il permesso di fare il primo tatuaggio e lei dopo qualche giorno mi ha detto che assomiglio ad Angelina Jolie; ho letto "Il giocatore" di Dostoevskij e "Chiedilo alla polvere" di Fante, ho ricominciato a lavorare tutto il giorno, ho ricominciato a pregare, ho conosciuto le strutture per anziani da vicino e sarà lì che andrò a fare volontariato quando avrò del tempo da dedicare agli altri o quando sarò disperata. Non c'è modo migliore per essere felici che fare qualcosa per gli altri. Il Bene che si fa ritorna sempre.

Ho frequentato anche quest'anno il Centro Sophia e trovato sempre più conferme del fatto che l'essenziale è invisibile agli occhi. Che la realtà in cui viviamo la percepiamo in maniera molto limitata. Che dobbiamo uccidere i nostri egoismi per fare emergere la nostra essenza ed essere finalmente liberi.

Ho compiuto 51 anni ed è stato meno traumatico dell'anno scorso.

Il 2026 sarà il mio anno, non so in che senso, ma sarà così.

Buon anno a tutti 

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