giovedì 22 settembre 2016

Il paradiso degli orchi



Pennac, che penna! Impeccabile, vivace, ironico. Davvero una rivelazione. La storia non ha nulla di eclatante; sono i personaggi la sua forza. Molto ben caratterizzati, ci si innamora di ognuno di essi. Tutti un po' sfortunati, ma rassegnati e decisi a vivere la propria vita al meglio. Soprattutto restando uniti. La storia è quella di un giovane uomo dal lavoro improbabile, capofamiglia di un mucchio di fratelli. La madre dispersa nel suo egoismo, i padri, tutti diversi e sconosciuti, e lui, Malaussène, a occuparsi dei fratelli minori. Giovane anch'esso, ma non come loro, e allora ecco che li educa e li distrae, manda avanti la baracca come può. Una famiglia con un cane, che è il secondo capofamiglia, e alcuni amici molto presenti. Alla fine la storia è proprio questa. Indipendentemente dalle bombe, dalle storie di orchi Natale, dal lavoro di capro espiatorio, la storia tratta l'amore per la propria famiglia. Magnifico nella sua semplicità. Una perla imperdibile.

venerdì 9 settembre 2016

Lazarus



Un viaggio in una Tokyo distopica, la luce dei grattacieli è accecante, ma il buio domina. Un noir coi fiocchi, un romanzo di fantascienza che coinvolge tutti gli aspetti della natura umana.
Quello che mi ha maggiormente colpito: l'insicurezza che riguarda tutti, pure chi possiede dei super poteri come i "mistici".
E poi: l'amicizia, a un passo dall'amore, che in un ambiente distopico non può che limitarsi a riconoscenza mescolata a rispetto, ed è moltissimo.
Esistono i rigenerati (gente condannata a vivere due volte), i peggiori delinquenti, le prostitute di alto bordo, esiste soprattutto la nobiltà di alcuni spiriti che batte tutto, perfino la paura della morte; perfino la paura del buio.
Libro magnifico.
Lo consiglio moltissimo.

lunedì 11 luglio 2016

Quando cadono le stelle





Un romanzo a una voce che racconta tante storie. I personaggi sono i grandi dell’arte: pittori, attori, scrittori, che hanno attraversato gli ultimi centocinquanta anni della nostra storia rendendola un luogo migliore. A scapito probabilmente della loro personale felicità. Quello che passa è il messaggio che spesso dietro il successo si nasconde una bieca sofferenza. Io stessa mi rendo conto che quando sono particolarmente triste, scrivo meglio. Il miglior romanzo della mia vita l’ho scritto struggendomi per la mia Michela scomparsa.
Ognuno dei nove racconti è un dono. Picasso viene voglia di sottolinearlo tutto. E poi Cary Grant, Kafka, Poe, Hamingway. La lettura è molto piacevole anche perché parla di personaggi molto noti. Ognuno si sa, vuole sentire parlare di ciò che conosce, è come con la musica. Una melodia nota si ascolta con più trasporto. Ovviamente l’esecuzione è fondamentale, e la penna di Serino è tra le più raffinate. Ha uno stile unico, preciso, uno sguardo profondo e una voce calda che parla delle sue “stelle”, di se stesso e di noi lettori nello stesso momento.
Pur nella sua profondità - proprio grazie alla sua struttura che permette di fermarsi tra una storia e l’altra e riprende fiato, riflettere, sognare - è un libro di facile lettura. Adatto agli intenditori, a chi non si accontenta, ma anche a chi non si concede molto spesso il piacere della lettura.
Un libro  che si legge benissimo sotto l’ombrellone come in un circolo letterario.
Lo consiglio vivamente.

lunedì 4 luglio 2016

Il giorno delle mostruosità


Questo è il giorno delle mostruosità.
Con quella su Facebook me la sono cavata con poco. Un'amica, di quelle di cui non ricordo neanche il nome né il motivo per cui si trova tra i miei amici, scrive: "Dovremmo chiedere un passo della Bibbia a quelli che sbarcano a Lampedusa, e se non lo sanno li rispediamo indietro".
Lì, è bastato un CLICK.
Invece dal vivo è più dura.
Rischi la rissa.
Sei da un fornitore, chiacchieri con la segretaria che conosci da qualche anno.
"Sai, non posso avere figli" mi dice.
Le dico che mi dispiace ma le consiglio di non disperare, esiste l'adozione, e mi risponde che a lei piacerebbe ma suo marito non vuole. Non voglio farmi i fatti suoi ma se uno desidera moltissimo un figlio e scopre che non può averne, perché non adottare? Sono sempre figli quei bambini. Mi risponde con una frase che credo di non averne mai sentite di peggiori:
"E SE POI ARRIVA NERO?"
Deve aver visto la mia espressione sbalordita, così aggiunge: "Per me non sarebbe un problema, ma lui è un po' - UN PO' - razzista".
LASCIALO, Cristo Santo, gliel'ho detto. Lascialo e scappa!
E niente, mi ha detto di no. Non lo lascerà. Sono insieme da undici anni. Sai com'è.
Ho cercato il tasto ma non l'ho trovato. Dovrebbero inventarlo, però.

mercoledì 29 giugno 2016

Asad e il segreto dell'acqua


 
 
Notte stellata, deserto senza fine.
Leggo questa storia con le mie figlie e come d'incanto esiste solo quel luogo, lontano dalle nostre città ma vicino; a un passo dalla nostra tana, nascosto in ogni bambino.
C’è il deserto, il silenzio, tre piccoli tuareg con il destino del loro mondo sulle spalle; lo attraversano incerti, timorosi, con un coraggio che emerge piano piano. Lo stesso coraggio che ci accomuna tutti e non ci lascia impazzire di fronte ai misteri della vita.
Le loro piccole vite stanno per compiere delle esperienze pazzesche; la più immensa: stanno per diventare grandi. Seguono il loro istinto affidandosi alle proprie vocazioni. Nouala saggia e colta, come i meshkot a cui appartiene; Kalim grintoso e protettivo, un vero guerriero come suo padre; Asad, il più vulnerabile di tutti: il predestinato. La loro amicizia che parte incerta ma cresce di avventura in avventura, è il filo conduttore dell’intero romanzo.
Il destino è nelle mani dei ragazzi, è così che va il mondo. Ma in quel piccolo mondo sconosciuto eppure noto, vicino e lontano, ne accadranno di tutti i colori. Ci sono alberi possenti come montagne, che sbucano dal nulla e nel nulla, che tinge di nero perfino la sabbia, ripiombano; labirinti insuperabili, città perdute che improvvisamente riemergono nel bel mezzo di una tempesta di sabbia, deserti che respirano, stelle che guidano, scorpioni che uccidono e scorpioni che proteggono, anziane veggenti, custodi delle fonti, pozzi che sono il futuro del mondo presi in ostaggio dal male.
La storia è molto avvincente, ed è anche educativa. Nel nostro caso ha trasmesso alle mie figlie il valore del coraggio. Come qualcosa che non ha niente a che vedere con la spavalderia o l’imprudenza, che non si acquisisce per diritto di nascita ma si CONQUISTA.
E poi c’è l’amore per la natura, questa Madre che guida con le sue stelle e respira. Ad un certo punto sembra quasi di sentire il battito del cuore del deserto. Le descrizioni sono molto accurate e lo stile è impeccabile. La sua peculiarità è che l'autore si esprime con un linguaggio che non diventa una vocina artificiosa per scendere al livello di un ragazzino. Non fa come quelle persone che utilizzano il falsetto per rivolgersi a un bambino. Lui semplicemente si siede per terra, e racconta un'avventura pazzesca con la sua voce, rivolgendosi all'immensa intelligenza di un ragazzino.

lunedì 27 giugno 2016

Perdono


Come il Bene si nutre di Bene, così il male si nutre di male. Ma mentre il male si autoalimenta, il Bene no. Il Bene ha bisogno di essere sostenuto, voluto e nutrito. Il male va domato e respinto, e tramutato in Bene.
Forse, basta anche solo respingerlo.
Io ho un carattere difficile, ma vado d'accordo con tutti. Non giudico le vite degli altri ma divento una bestia con chi interferisce con la mia. Oggi ho capito che non devo più nemmeno arrabbiarmi con chi mi fa del male, perché andrei a nutrire quel male che aborro e quindi da oggi non odierò più nessuno. Nemmeno quel verme che la fece morire senza starle vicino, e nemmeno quel serpentello capace di calpestare i sogni di una bambina pur di ferire me.
Vi metto sullo stesso piano bestiacce; non avrete mai più la mia amicizia, ma nemmeno il mio odio.
Fondamentalmente, vi perdono.

venerdì 27 maggio 2016

Bestiario del condominio



Perché alle volte per divertirsi davvero, non serve inventarsi chissà cosa. Basta andare a una riunione condominiale! E allora troveremo il vicino che chiede il permesso di sparare ai gatti del dirimpettaio, o il Sig. Rossi che chiede al Sig. Bianchi di insegnare al suo cane a orinare sulle proprie gomme dell'auto e non su quelle altrui! E la quarantenne dell'ultimo piano che si lamenta dei piccioni che trascorrono le giornate sul suo davanzale, con la battutina in sottofondo che "se la signora avesse un compagno, la smetterebbe di fare "birdwatching"..."
C'è da scompisciarsi dalle risate. Davvero imperdibile.