Che dire, non mi aspettavo che queste zone mi sconvolgessero tanto. Pensavo che dopo 82 anni tutto fosse passato, che nulla restasse della tragedia che è la guerra e dei migliaia soldati morti. E invece è ancora tutto qui, gli spiriti di quei soldati sono ancora qui che vagano. C'è un'aria tetra su quelle spiagge anche se sono bellissime. Non viene voglia di buttarsi sulla sabbia o ridere e giocare. C'è un silenzio surreale nonostante i moltissimi turisti. Al cimitero militare hanno suonato prima l'inno nazionale americano e poi il silenzio, io e Giorgio ci siamo commossi. Io ho pianto anche sulla spiaggia. Mi chiedo come l'uomo possa preferire la guerra all'amore. Quelle croci sopra ogni ragazzo e la terra a ricoprire sogni irrealizzati, gioventù bruciata, mi hanno fatto troppo male. Infatti non ci siamo fermati molto e siamo tornati nel nostro paesino incantato con il giardino di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Questa mattina mentre le ragazzine dormivano io e Giorgio siamo andati a visitare il castello vicino - utilizzato come punto di trasmissione radio del D Day - e la bellissima chiesa di San Martino. Il paesino è un incanto ed è fuori dalle rotte turistiche d'assalto. Un sogno. Mi mancherà.
Domani inizieremo il viaggio di ritorno. Forse prima di arrivare a Bourge, dove faremo una delle due tappe sulla strada del ritorno, ci fermeremo a visitare uno dei castelli della Loira che è più o meno sul nostro tragitto.
Amo la Francia e vorrei viverci. La Normandia la sento mia, sono certa di aver vissuto qui in una delle mie più recenti reincarnazioni. O forse è il mio corpo a ricordare. In fondo sono una discendente dei vichinghi normanni, me lo diceva mia zia Maria e io le credo e lo sento.. Domani devo lasciarla e ho il magone come quando da piccola partivo dalla Calabria. Amo questa terra con tutta me stessa.
La Bretagna se possibile è ancora più bella della Normandia, ma la Normandia mi scorre nelle vene. Dopo 51 anni mi sembra di essere tornata a casa.