mercoledì 12 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 7: Etretat






Il grande giorno è arrivato. Etretat era una delle mie mete preferite (la seconda è Le Mont Saint Michel) ed è stata una grande emozione arrivarci.

Siamo partiti un po' troppa calma da Rouen arrivando dopo un'ora e mezza di viaggio alle 11:30. Visto l'orario non abbiamo neanche provato a parcheggiare in paese, fermandoci dove c'erano già una lunga fila di auto parcheggiate a circa 2 Km dalla spiaggia. Per fortuna il caldo non era eccessivo. Appena arrivati in spiaggia siamo stati subito colpiti dalle due falesie ai due lati della spiaggia- L'altra cosa che mi ha colpito è stata vedere la gente in acqua, non pensavo si potesse fare il bagno in acqua così gelida, poi il bagno lo ha fatto anche Giorgia, come era prevedibile. E' la nordica di casa (diciamo che ha preso dal ceppo austriaco di Giorgio, gli Harmonn) e non si smentisce mai.

Abbiamo mangiato in spiaggia e poi io e Giorgio siamo andati sulla falesia di destra, d'Aumont mi pare. Siamo saliti in dieci minuti e poi abbiamo percorso per un breve tragitto il sentiero dei doganali, il famoso Gr21 che è definito il più bello di Francia. Effettivamente non riuscivamo a fermarci, ad ogni passo c'era solo da riempirsi gli occhi di bellezza e l'anima di stupore.




Siamo tornati dopo un'oretta, Giorgio senza ombrellone fa fatica a restare in spiaggia così l'ho portato a bere una birretta ghiacciata in un localino lì in zona, ci siamo seduti sui tavolini all'aperto e abbiamo fatto i parigini in Normandia.




In auto ho scoperto che la musica vichinga normanna mi piace da impazzire, tamburi e flauti mi ricordano qualcosa di antico. Zia Maria diceva che noi Trapani discendiamo dai normanni, intanto perché portiamo il nome di una città siciliana e a suo dire i nomi delle città li avevano dati i normanni. In secondo luogo perché siamo biondi. E io in Normandia mi sento così a mio agio. Il mio corpo si sente a casa qui.




Siamo tornati a casa passando da Fecamp che, bella e tutto, si è rivelata un manicomio. Siamo tornati a Rouen verso le 20:30 con l'eclissi solare e tutta le gente sui ponti che sembrava essere lì per accoglierci invece guardava l'eclissi con gli occhialini.

Domani dovremmo andare a Dieppe ma credo che cambieremo programma perché non è possibile venire a Rouen senza vedere Rouen e domani voglio fare la turista di quella che deve essere una bellissima città. Ci stiamo affezionando anche a questa casa vicino al fiume, è bellissimo dormire con la Senna che ci scorre accanto.

32 anni fa mia nonna lasciava il corpo alle 8 di sera, proprio mentre oggi c'era l'eclissi. Ho pensato alla mia dolce nonnina tutto il giorno.


martedì 11 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 6: Giverny e Rouen


La mattina è iniziata con la nostra partenza da Parigi. Eravamo tutti malinconici ma consapevoli del fatto che il meglio della vacanza doveva ancora venire.




A un'ora e trenta di distanza da Parigi ci aspettava Giverny e la casa di Monet. Più che alla casa eravamo interessati al laghetto con le ninfee e, che dire, ci ha incantato tutti. Ci siamo sentiti dentro un quadro, peccato il caldo che quest'anno ci sta proprio rompendo le scatole. Dopo la visita di un paio d'ore alla casa museo siamo partiti per Rouen.

L'impatto con Rouen non è stato dei migliori, venendo da Parigi, ma ci stiamo ambientando. Abbiamo avuto un battibecco con i proprietari della casa che ci hanno dato l'appartamento con le lenzuola secondo me non pulite; ho avuto la stessa sensazione anche per i precedenti appartamenti ma stavolta la sensazione è stata più forte così mi sono fatta portare delle lenzuola pulite litigandoci in una strana lingua tra il francese, l'italiano e l'inglese. Da brava italiana sono stati fondamentali i gesti.

La sera si è conclusa con lo spettacolo di luci alla cattedrale, davvero suggestivo.

Domani faremo una gita a Etrètat, finalmente vcdremo le scogliere e il mare :-)

lunedì 10 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 5: Parigi


Il nostro ultimo giorno a Parigi è trascorso nel segno del relax, anche se abbiamo fatto anche oggi 19.000 passi cioè 13 Km. Ma era iniziato anche bene, stamattina siamo usciti io e Giorgio a vedere il parco qua vicino che si è rivelato un vero e proprio incanto col laghetto e il tempio giapponese. Ad un certo punto sembrava un giga-giardino zen.

Abbiamo pranzato a casa e fatto riposino e poi siamo usciti tutti e quattro verso le 4 alla volta di Montmartre. Siamo scesi alla fermata di Blanche per iniziare il giro dal Moulin Rouge, ricordandoci solo in quel momento che la prima volta che venimmo a Parigi - 1 novembre 2007 - alloggiammo proprio in quella zona. Così siamo andati a vedere se esisteva ancora l'hotel des Arts e con nostra grande sorpresa l'abbiamo trovato ancora lì!

Siamo saliti fino al Sacre Coeur stupendoci ad ogni passo, peccato la marea umana e a tratti il caldo, siamo rimasti un po' sulle scale della basilica ad ammirare Parigi dall'alto, e poi siamo scesi dalle gradinate passando dal muro dei TI AMO che ha deluso tutti perché inaccessibile per via del palazzo in ristrutturazione.



Lì abbiamo preso la metro e siamo tornati verso la tour Eiffel, scendendo a Solferino e facendo la via Saint Germain, poi un tratto di Senna fino al Musee d'Orsay e da lì a sinistra verso Les Invalides che vedevo per la prima volta soltanto allora. C'era un pratone con l'erba soffice dove c'era gente sdraiata qua e là, chi faceva ginnastica, chi faceva acrobazie, così ci siamo buttati in mezzo anche noi e che relax! Io ho fatto per la prima volta il saluto al sole all'aria aperta (vedi mio canale YouTube), a piedi scalzi, ed è stato spettacolare. Mi sono riconciliata con l'universo.



Poi siamo andati alla Tour Eiffel che Giorgia voleva vederla al tramonto ed effettivamente è stato stupendo. Abbiamo poi mangiato ad una specie di festa messicana in zona Troccadero e abbiamo visto il gioco di luci delle 22.00. Dopodiché ci siamo incamminati verso casa, peccato solo la metro sovraffollata e senza aria condizionata che è stata un po' pesantina ma alla fine ce l'abbiamo fatta a tronare a casa senza svenire. 



E ora siamo qui, nel nostro bell'appartamento "Le Jourdain" che ci promettiamo che ogni volta che torneremo a Parigi alloggeremo qui, negli Appart-Hotel Adagio del XIX Arrondissement. Fuori c' è un bel venticello e lo stormire delle foglie sembra la voce di Parigi che ci dice: Au revoir!



Non ho mai amato tanto questa città come in questi giorni. Penso a Pina che avrebbe tanto desiderato vederla ma non ci è riuscita. Spero l'abbia vissuta attraverso i miei occhi e la mia gioia. Miki è sempre con me!

domenica 9 agosto 2026

Giorno 4: DISNEYLAND




 Per fare felice Giulia, che ce lo chiede da un po', abbiamo scelto di trascorrere il nostro quarto giorno di vacanze a Disneyland. Siamo qui in machina perciò questa mattina intorno alle 8 l'abbiamo tirata fuori dal garage in cui l'abbiamo messa il giorno in cui siamo arrivati e non più  toccata. In 40 minuti eravamo al parcheggio Disney e con 20 minuti di camminata assistita con tapis roulant (che funzionavano bene all'andata ma non al ritorno) siamo riusciti a spaccare il minuto di apertura e cioè alle 9:30 eravamo dentro. Siamo entrati prima nel parco classico, quello con i castelli ed effettivamente  ci è piaciuto di più. Il primo impatto è stato quello di trovarsi dentro un set televisivo, siamo andati subito al castello delle principesse, simbolo della Disney e oggettivamente me lo immaginavo più grande. Però carino, le ragazze erano tutte emozionate.

Abbiamo iniziato il giro dalla parte western, volevamo fare un giro sulle rapide con ma la giostra si è rotta praticamente subito, così siamo andati alla casa dei fantasmi, carina ma niente di che. Da lì ci siamo spostati verso la giungla e la giostra del pirata dei caraibi, anche quella carina ma niente a confronto delle attrazioni degli Universal Studios di Los Angeles. Abbiamo poi fatto un giro nel labirinto di Alice nel paese delle meraviglie per poi tornare al castello principale e andare nei sotterranei a vedere il drago, molto realistico (qualche bambino piangeva).

Abbiamo mangiato i nostri panini ai piedi del castello e poi abbiamo deciso di cambiare parco. Giulia voleva a tutti costi  andare nella giostra degli Avengers in cui io mi sono rifiutata di andare. Troppo adrenalinica. Prima però siamo andati a vedere lo spettacolo di Topolino e il mago in cui abbiamo visto Cenerentola, Belle e la favola del re Leone e Aladdin. E' stato molto bello.

Mentre Giorgio e Giulia facevano la fila per la loro giostra degli Avengers, io e Giorgia siamo andate a mangiarci una crepe e abbiamo fatto un giro tra Toy Story, Ratatuille e Cars fino ad arrivare alla villaggio di Frozen dove abbiamo trovato delle panchine all'ombra su cui riposarci. Poi sono arrivati Giulia e Giorgio delusi perché anche la giostra degli Avengers aveva avuto problemi e li hanno fatti scendere. Così abbiamo mangiato un gelato e siamo andati a fare il trip road di Cars che è stato molto carino con la scena del fuoco e dell'acqua che sembrava ribaltare il nostro vagone (vedi video sul mio canale youtube). Poi abbiamo saputo che la giostra degli Avengers era stata ripristinata, così i due pazzerelli ci sono tornati e io e Giorgia siamo state in giro per il parco a cazzeggiare finché i due sono tornati un po' shackerati. Giorgio ha detto di aver detto addio alle montagne russe, io l'addio l'ho detto da un pezzo. 

Anche oggi abbiamo camminato moltissimo, circa 12 chilometri, domani ce la prenderemo un po' più con calma anche perché quando ho organizzato la vacanza non avevo fatto i conti con i miei 51 anni suonati e ieri notte non riuscivo a dormire per il dolore alle gambe.

Questa sera prenderò una Tachipirina 1000 e buonanotte Paris!

sabato 8 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 3: PARIGI




Oggi è stato un giorno faticosetto, io e Giorgio abbiamo fatto 25.000 passi, cioè 17 Km a piedi. L'errore è stato andare in mattinata a piedi al cimitero Père Lachaise, che è stato bellissimo ma dista un paio di chilometri da qui che è il XIX Arrondissement e il cimitero è al XX. Poi lì abbiamo camminato tanto  perdendoci tra le tombe una più affascinante dell'altra e cercando quelle che ci interessavano, nello specifico: Oscar Wilde, Chopin e Jim Morrison. Davanti alla tomba di Chopin Giorgio mi ha fatto ascoltare il Notturno ed è stato stupendo, forse l'abbiamo evocato ma sembrava di averlo lì accanto a noi. Wilde neanche a dirlo, avrei riempito di baci la barriera di plexiglass che gli hanno messo intorno per evitare che la gente riempisse di baci la tomba come era già accaduto un tempo. Questa scultura a forma di angelo moderno che mi sembrava una specie di dio egizio, ciò che lui è per me: un Dio. Gli ho chiesto di trasmettermi un briciolo del suo talento. E infine Jim Morrison, una tenerezza con quella tombina abbandonata mezza sfondata. Poi abbiamo visto la tomba di un giornalista 21enne, Victor Noir, divenuto il simbolo della lotta politica francese, la cui statua che lo ritrae sdraiato, appena morto ammazzato, è bellissima ma un po' usurata però in alcune imbarazzanti parti del corpo perché dicono porti fortuna palparlo o baciarlo sulle labbra. Mi sono ovviamente rifiutata di sfiorarlo e gli ho augurato il più dolce degli eterni riposi.






Siamo tornati a casa verso le due e le ragazze si erano appena svegliate, la sera prima abbiamo fatto le due di notte. Noi abbiamo dormicchiato un paio d'ore, loro si sono preparate e alle 4 siamo usciti alla volta dell'Il de France. La temperatura nel frattempo è notevolmente aumentata passando dal freschino del mattino allo sciogliersi al sole, infatti davanti alla cattedrale di Notre Dame (che mi è sembrata più mastodontica del solito) siamo quasi morti di caldo. Da lì siamo andati al Louvre cercando l'ombra come il pane, siamo stati un po' nelle sue due piazze e davanti alla piramide di vetro, poi siamo andati oltre l'arco e abbiamo attraversato il jardin di Teuirelles dove a metà c'era la specie di mongolfiera con le fiamme alla base, simbolo delle Olimpiadi 2024. E da lì siamo andati fino all'obelisco di Place de la Concorde e alle Gallerie Lafayette dove però non siamo riusciti a raggiungere il terrazzo chiuso temporaneamente.






Siamo poi tornati a casa in metro, io praticamente zoppicando e ora siamo qui, dopo una buona cenetta cinese-parigina pronti ad andare a letto presto perché domani la sveglia per Disneyland suonerà presto :-)

venerdì 7 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 2: PARIGI

Questa mattina ci siamo svegliati con calma, godendoci il freschino che entrava dalle finestre. La notte abbiamo sofferto un po' il caldo ma nella mattinata ci siamo addirittura coperti con il lenzuolino. Siamo partiti da Macon alle 11 e alle 16:30 siamo arrivati a Parigi dopo un viaggio piacevolissimo in un'autostrada che sembrava addentrarsi nei boschi. Gli alberi imponenti ci hanno ricordato che stavamo andando sempre più a Nord.





Arrivare a Parigi in auto è stato bello, arrivare in un appartamento anziché in un hotel come le altre volte ci ha dato l'illusione di vivere davvero a Parigi. L'appartamento era ancora in preparazione quando siamo arrivati, il proprietario si è scusato dicendo che aveva avuto qualche ritardo e ci ha chiesto una mezzora che abbiamo deciso di trascorrere nel parco qui vicino, il De Butters Chaumont, che è di una bellezza esagerata. Poi abbiamo fatto una spesina al vicino Auchan e siamo venuti a casa a riposarci un po'. Dopo una cena semplice con prosciutto e melone siamo usciti verso le 21:00 per andare a vedere la Tour Eiffel. Le giornate qui sono più lunghe, fa buio più tardi rispetto a Milano, così il primo spettacolo di luci ci sarebbe stato alle 22:00 ma siamo arrivati a Trocadero alle 22:05 perdendolo di un soffio. Così siamo rimasti un'oretta nella bellissima piazza piena di gente allegra fino alle 23:00 e dopo lo spettacolo di luci siamo tornati a casa ed eccoci qua.








Domani mattina lasceremo dormire le ragazze e io e Giorgio andremo al cimitero Père Lachaise, che ci siamo sempre persi ma non stavolta, anche perché è qui vicino. Poi nel pomeriggio faremo un giro in centro a vedere il Louvre da fuori - non siamo riusciti a prenotare l'ingresso - e tutto il resto. Però abbiamo prenotato Disneyland per la gioia di Giulia - Giorgia ne avrebbe fatto anche a meno - e ci andremo domenica.




L'avventura continua :-)

giovedì 6 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 1: MACON

Quest'anno stiamo facendo un esperimento: trascorrere le ferie anziché al mare (in Calabria o a Marotta) in Francia, precisamente in Normandia, passando da Parigi.

Giorno 1: MACON

Siamo partiti questa mattina da Milano. L'idea era di fare il Frejus nel caso non ci fosse stato traffico  o passare dal lago di Moncenisio nel caso ci fosse stato traffico al Frejus. Visto che Google Maps non ha segnalato code abbiamo deciso per il Frejus, solo che ci siamo ritrovati al traforo del Monte Bianco senza sapere il perché con un' ora di coda per attraversarlo. E vabbè, siamo arrivati a Macon in 7 ore anziché 5 ma il viaggio è stato piacevolissimo per via dei paesaggi delle Alpi che sono a dir poco incantevoli, la Valle d'Aosta è stupenda dall'autostrada, non oso immaginarla addentrandosi.







A Macon siamo andati dritti al nostro alloggio pagato 115 Euro per una notte. Abbiamo scelto questa tappa per spezzare il viaggio fino a Parigi che proseguiremo domani (Parigi dista da qui circa 400 Km), Oggi pomeriggio dopo un breve riposino siamo andati a Macon centro, un posticino carino, senza infamia né lode (è attraversata da un bel fiume, credo la Loira, ha una cattedrale stupenda e una casa di legno con sotto un bar davvero particolare), l'abbiamo girata in un'oretta e siamo rientrati alla casetta dove abbiamo cenato grazie alla presenza della cucina. In realtà abbiamo scelto quello che ci andava in un Carrefour e l'abbiamo scaldato al microonde, è stata una cenetta golosa e tutto sommato economica. Dobbiamo iniziare a risparmiare che 16 notti in Francia potrebbero essere un po' troppo dispendiose. Solo Disneyland ci costerà 540 Euro, ma è meglio che non ci pensi o cambio idea e Giulia poi chi la sente!



Domani proseguirò il mio racconto del viaggio verso Parigi e l'arrivo al nostro appartamento al 19esimo arrondissement. Le ragazze non stanno nella pelle e, anche se per me è la terza visita a Parigi negli ultimi 20 anni, non sto nella pelle anch'io :-)