sabato 15 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 9: Le Mont Saint Michel

Ieri sera poi sono crollata e non sono riuscita a scrivere il mio diario di viaggio, ma provvedo questa mattina, prima di partire alla volta di Saint Malo, Cancale, Dinan, Dinard e Point du Grouin (questo è il giro ad anello che ho previsto per oggi ma potremmo anche solo fermarci a Saint Malo se c'è una bella spiaggia e non abbiamo voglia di girare).

Siamo partiti ieri mattina da Rouen, verso le 10:30 e, attraversando il bellissimo ponte di Normandia siamo passati a visitare Honfleur e Caen prima di arrivare verso le 17.00 al nostro B&B in Bretagna, a Le Vivier Sur Mer, un villaggio di pescatori di ostriche che è sconvolgente per la sua semplicità e autenticità selvaggia. Abbiamo di fronte il mare che quando si ritira lascia una specie di palude e quando la marea si alza arriva qui vicino. Sotto casa passa una strada che di notte non è illuminata e il villaggio svanisce sotto un cielo stellato che sembra visto dallo spazio.








Ma torniamo a ieri: carinissima Honfleur con il suo porticciolo e Caen con il castello. A Honfleur abbiamo pranzato e a Caen abbiamo fatto merenda. Ma il clou della journee è stato Le Mont Saint Michel! Abbiamo scelto di visitarlo il giorno del nostro arrivo, anche se un po' stanchini e shakerati dal viaggio, perché proprio ieri sera era prevista la Grande Marea, un fenomeno abbastanza raro in cui la marea si alza così tanto da rendere Le Mont un'isola e la passerella che conduce dal parcheggio al Mont viene parzialmente sommersa dall'acqua. Ci siamo andati dopo aver depositato le valigie in questa deliziosa casetta, aver cenato con le cozze in un chiosco proprio qua di fronte, stasera proveremo le ostriche anche se a me un po' spaventano. Nel senso che non so se mi piaceranno e nemmeno se le digerirò. Il tutto accompagnato da un bicchiere di sidro che ADORO e che ho bevuto qualche volta in una birreria a Vimodrone e che qui invece sembra la bevanda più diffusa.





Le Mont Saint Michel dista una mezz'ora da qui e si scorge in lontananza dalla nostra finestra sul mare. Dal parcheggio a Le Mont ci sono circa 4 km da fare a piedi (mi fanno ancora male le gambe) o con una navetta che comunque passa a un paio di km dal parcheggio. Insomma, c'è da camminare, ma la passeggiata è piacevole perché osservi l'abbazia che si avvicina ed è sempre più bella. Poi ieri sera con la marea che saliva è stato uno spettacolo unico e una specie di avventura. Tanto che quando siamo arrivati ai piedi del monte siamo dovuti entrare con i piedi nell'acqua per entrare. Dentro se è possibile è ancora più spettacolare che fuori. Sembra un villaggio dei cartoni animati della Disney. I tetti stupendi sulle case a graticcio, è tutto molto raccolto e poetico, assolutamente da visitare una volta nella vita.





Abbiamo girellato un po' salendo fino all'abbazia ma senza entrarci, le ragazze erano stanche ma magari prima di ripartire tra due giorni ci ritorniamo, anche se la distanza dal parcheggio a Le Mont mi scoraggia un po'. Siamo tornati al parcheggio quando la marea si è un po' abbassata consentendoci di passare, per fortuna Giorgio aveva geolocalizzato l'auto altrimenti credo che avremmo trascorso la notte cercandola. Era tutto molto buio e avevamo anche perso l'orientamento come la maggior parte dei turisti. Eravamo tutti in giro con le torce, non fosse stato per le gambe a pezzi sarebbe stato anche divertente. Consolante vedere anche le altre persone zoppicare a fine giornata, come me.




E' tutto troppo bello qui, molto al di sopra delle mie aspettative!

giovedì 13 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 8: Rouen e Dieppe




Questa mattina ci siamo svegliati con l'idea di fermarci a Rouen per visitarla. Così la mattina abbiamo lasciato che le ragazze dormissero fino a tardi e io e Giorgio siamo andati in avanscoperta prendendo le bici a noleggio e vedendo i tratti più salienti della città e creando un percorso da fare a piedi con le ragazze nel pomeriggio. Quindi: cattedrale, orologio astronomico, piazza e chiesa dedicate a Giovanna d'Arco, in cui è stata bruciata viva, e le vie stupende dietro la cattedrale con altre chiese e parco e un bel ristorantino per la cena. Rouen mi è piaciuta tantissimo con le sue chiese gotiche e le case a graticcio e lo spettacolo di luci serali sulla cattedrale.

Abbiamo pranzato a casa e fatto due lavatrici che domani partiamo e nel prossimo B&B non c'è la lavatrice, abbiamo provato a fare un pisolino ma la temperatura in casa era troppo alta. Qui nessuno ha l'aria condizionata e non sono preparati al caldo orrendo di quest'anno. Perciò abbiamo deciso di uscire prima e andare in un parco a sdraiarci all'ombra di qualche albero per rinfrescarci ma, una volta usciti, ci siamo resi conto che la temperatura era salita troppo. C'erano 40 gradi, in Normandia!!! Così ho guardato che temperatura ci fosse a Dieppe, il posto che avremmo dovuto visitare oggi e a cui avevamo rinunciato, e dava 28 gradi. Non ci abbiamo pensato due volte, abbiamo fatto visitare velocemente alle ragazze un paio di siti e siamo tornati a casa, ci siamo messi i costumi, abbiamo preso i teli da mare, qualche bottiglietta di acqua fresca e siamo partiti alla volta di Dieppe.





Arrivati lì siamo rimasti scioccati per la bellezza del posto. Molto più bello sicuramente di Fècamp e, a dirla tutta, l'ho preferito anche a Etretat, Intanto le case colorate intorno al porto erano incantevoli, e poi il lungomare lunghissimo e la facilità di parcheggiare - a differenza del giorno prima - e la spiaggia non affollata hanno fatto il resto. E le falesie, il mare che si ritirava a vista d'occhio. Con Giorgio abbiamo fatto una camminata lunghissima fino ai piedi delle falesie, camminando là dove fino a poche ore prima c'era il mare, quindi sulla sabbia morbida e leggermente fangosa, piena di paguri disperati e pesciolini nelle pozzangherine che andavano prosciugandosi.



Tornati dalle ragazze era passata un'ora e mezza in cui ci siamo riempiti di bellezza e stupore - l'obiettivo del viaggio - siamo andati a prendere fish and chips sul lungomare, e abbiamo mangiato in spiaggia aspettando il tramonto e assistendo attoniti allo spettacolo della marea che invertiva la rotta e tornava verso la spiaggia.

Il tramonto ci ha tolto il fiato, era tutto così onirico, le ragazze erano tutte contente e io incredula davanti a tanta bellezza.

Devo ringraziare il clima orrendo di oggi che ci ha permesso di non rinunciare a Dieppe. E' proprio vero che non tutti i mali vengono per nuocere. Dovessimo tornare in Normandia sostituirei senz'altro la tappa di Rouen - che comunque merita una visita di mezza giornata - con Dieppe!




Sono le 00:35, siamo appena tornati, Giorgio è sceso a fumare il suo sigaretto sulla riva della Senna qua sotto, le ragazze pubblicano storie sui social, io mi dico che non è vero che sono pigra come credevo. Di solito in vacanza vado a letto presto e non esco mai la sera. Ma quando c'è bellezza nell'aria non conosco orari e stanchezza. Pazienza se poi mi sveglio di notte per i dolori alle gambe. Anche oggi abbiamo superato abbondantemente i 10.000 passi, oggi è una settimana che siamo partiti e penso che se avessi fatto il cammino di Santiago avrei camminato meno.


mercoledì 12 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 7: Etretat






Il grande giorno è arrivato. Etretat era una delle mie mete preferite (la seconda è Le Mont Saint Michel) ed è stata una grande emozione arrivarci.

Siamo partiti un po' troppa calma da Rouen arrivando dopo un'ora e mezza di viaggio alle 11:30. Visto l'orario non abbiamo neanche provato a parcheggiare in paese, fermandoci dove c'erano già una lunga fila di auto parcheggiate a circa 2 Km dalla spiaggia. Per fortuna il caldo non era eccessivo. Appena arrivati in spiaggia siamo stati subito colpiti dalle due falesie ai due lati della spiaggia- L'altra cosa che mi ha colpito è stata vedere la gente in acqua, non pensavo si potesse fare il bagno in acqua così gelida, poi il bagno lo ha fatto anche Giorgia, come era prevedibile. E' la nordica di casa (diciamo che ha preso dal ceppo austriaco di Giorgio, gli Harmonn) e non si smentisce mai.

Abbiamo mangiato in spiaggia e poi io e Giorgio siamo andati sulla falesia di destra, d'Aumont mi pare. Siamo saliti in dieci minuti e poi abbiamo percorso per un breve tragitto il sentiero dei doganali, il famoso Gr21 che è definito il più bello di Francia. Effettivamente non riuscivamo a fermarci, ad ogni passo c'era solo da riempirsi gli occhi di bellezza e l'anima di stupore.




Siamo tornati dopo un'oretta, Giorgio senza ombrellone fa fatica a restare in spiaggia così l'ho portato a bere una birretta ghiacciata in un localino lì in zona, ci siamo seduti sui tavolini all'aperto e abbiamo fatto i parigini in Normandia.




In auto ho scoperto che la musica vichinga normanna mi piace da impazzire, tamburi e flauti mi ricordano qualcosa di antico. Zia Maria diceva che noi Trapani discendiamo dai normanni, intanto perché portiamo il nome di una città siciliana e a suo dire i nomi delle città li avevano dati i normanni. In secondo luogo perché siamo biondi. E io in Normandia mi sento così a mio agio. Il mio corpo si sente a casa qui.




Siamo tornati a casa passando da Fecamp che, bella e tutto, si è rivelata un manicomio. Siamo tornati a Rouen verso le 20:30 con l'eclissi solare e tutta le gente sui ponti che sembrava essere lì per accoglierci invece guardava l'eclissi con gli occhialini.

Domani dovremmo andare a Dieppe ma credo che cambieremo programma perché non è possibile venire a Rouen senza vedere Rouen e domani voglio fare la turista di quella che deve essere una bellissima città. Ci stiamo affezionando anche a questa casa vicino al fiume, è bellissimo dormire con la Senna che ci scorre accanto.

32 anni fa mia nonna lasciava il corpo alle 8 di sera, proprio mentre oggi c'era l'eclissi. Ho pensato alla mia dolce nonnina tutto il giorno.


martedì 11 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 6: Giverny e Rouen


La mattina è iniziata con la nostra partenza da Parigi. Eravamo tutti malinconici ma consapevoli del fatto che il meglio della vacanza doveva ancora venire.




A un'ora e trenta di distanza da Parigi ci aspettava Giverny e la casa di Monet. Più che alla casa eravamo interessati al laghetto con le ninfee e, che dire, ci ha incantato tutti. Ci siamo sentiti dentro un quadro, peccato il caldo che quest'anno ci sta proprio rompendo le scatole. Dopo la visita di un paio d'ore alla casa museo siamo partiti per Rouen.

L'impatto con Rouen non è stato dei migliori, venendo da Parigi, ma ci stiamo ambientando. Abbiamo avuto un battibecco con i proprietari della casa che ci hanno dato l'appartamento con le lenzuola secondo me non pulite; ho avuto la stessa sensazione anche per i precedenti appartamenti ma stavolta la sensazione è stata più forte così mi sono fatta portare delle lenzuola pulite litigandoci in una strana lingua tra il francese, l'italiano e l'inglese. Da brava italiana sono stati fondamentali i gesti.

La sera si è conclusa con lo spettacolo di luci alla cattedrale, davvero suggestivo.

Domani faremo una gita a Etrètat, finalmente vcdremo le scogliere e il mare :-)

lunedì 10 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 5: Parigi


Il nostro ultimo giorno a Parigi è trascorso nel segno del relax, anche se abbiamo fatto anche oggi 19.000 passi cioè 13 Km. Ma era iniziato anche bene, stamattina siamo usciti io e Giorgio a vedere il parco qua vicino che si è rivelato un vero e proprio incanto col laghetto e il tempio giapponese. Ad un certo punto sembrava un giga-giardino zen.

Abbiamo pranzato a casa e fatto riposino e poi siamo usciti tutti e quattro verso le 4 alla volta di Montmartre. Siamo scesi alla fermata di Blanche per iniziare il giro dal Moulin Rouge, ricordandoci solo in quel momento che la prima volta che venimmo a Parigi - 1 novembre 2007 - alloggiammo proprio in quella zona. Così siamo andati a vedere se esisteva ancora l'hotel des Arts e con nostra grande sorpresa l'abbiamo trovato ancora lì!

Siamo saliti fino al Sacre Coeur stupendoci ad ogni passo, peccato la marea umana e a tratti il caldo, siamo rimasti un po' sulle scale della basilica ad ammirare Parigi dall'alto, e poi siamo scesi dalle gradinate passando dal muro dei TI AMO che ha deluso tutti perché inaccessibile per via del palazzo in ristrutturazione.



Lì abbiamo preso la metro e siamo tornati verso la tour Eiffel, scendendo a Solferino e facendo la via Saint Germain, poi un tratto di Senna fino al Musee d'Orsay e da lì a sinistra verso Les Invalides che vedevo per la prima volta soltanto allora. C'era un pratone con l'erba soffice dove c'era gente sdraiata qua e là, chi faceva ginnastica, chi faceva acrobazie, così ci siamo buttati in mezzo anche noi e che relax! Io ho fatto per la prima volta il saluto al sole all'aria aperta (vedi mio canale YouTube), a piedi scalzi, ed è stato spettacolare. Mi sono riconciliata con l'universo.



Poi siamo andati alla Tour Eiffel che Giorgia voleva vederla al tramonto ed effettivamente è stato stupendo. Abbiamo poi mangiato ad una specie di festa messicana in zona Troccadero e abbiamo visto il gioco di luci delle 22.00. Dopodiché ci siamo incamminati verso casa, peccato solo la metro sovraffollata e senza aria condizionata che è stata un po' pesantina ma alla fine ce l'abbiamo fatta a tronare a casa senza svenire. 



E ora siamo qui, nel nostro bell'appartamento "Le Jourdain" che ci promettiamo che ogni volta che torneremo a Parigi alloggeremo qui, negli Appart-Hotel Adagio del XIX Arrondissement. Fuori c' è un bel venticello e lo stormire delle foglie sembra la voce di Parigi che ci dice: Au revoir!



Non ho mai amato tanto questa città come in questi giorni. Penso a Pina che avrebbe tanto desiderato vederla ma non ci è riuscita. Spero l'abbia vissuta attraverso i miei occhi e la mia gioia. Miki è sempre con me!

domenica 9 agosto 2026

Giorno 4: DISNEYLAND




 Per fare felice Giulia, che ce lo chiede da un po', abbiamo scelto di trascorrere il nostro quarto giorno di vacanze a Disneyland. Siamo qui in machina perciò questa mattina intorno alle 8 l'abbiamo tirata fuori dal garage in cui l'abbiamo messa il giorno in cui siamo arrivati e non più  toccata. In 40 minuti eravamo al parcheggio Disney e con 20 minuti di camminata assistita con tapis roulant (che funzionavano bene all'andata ma non al ritorno) siamo riusciti a spaccare il minuto di apertura e cioè alle 9:30 eravamo dentro. Siamo entrati prima nel parco classico, quello con i castelli ed effettivamente  ci è piaciuto di più. Il primo impatto è stato quello di trovarsi dentro un set televisivo, siamo andati subito al castello delle principesse, simbolo della Disney e oggettivamente me lo immaginavo più grande. Però carino, le ragazze erano tutte emozionate.

Abbiamo iniziato il giro dalla parte western, volevamo fare un giro sulle rapide con ma la giostra si è rotta praticamente subito, così siamo andati alla casa dei fantasmi, carina ma niente di che. Da lì ci siamo spostati verso la giungla e la giostra del pirata dei caraibi, anche quella carina ma niente a confronto delle attrazioni degli Universal Studios di Los Angeles. Abbiamo poi fatto un giro nel labirinto di Alice nel paese delle meraviglie per poi tornare al castello principale e andare nei sotterranei a vedere il drago, molto realistico (qualche bambino piangeva).

Abbiamo mangiato i nostri panini ai piedi del castello e poi abbiamo deciso di cambiare parco. Giulia voleva a tutti costi  andare nella giostra degli Avengers in cui io mi sono rifiutata di andare. Troppo adrenalinica. Prima però siamo andati a vedere lo spettacolo di Topolino e il mago in cui abbiamo visto Cenerentola, Belle e la favola del re Leone e Aladdin. E' stato molto bello.

Mentre Giorgio e Giulia facevano la fila per la loro giostra degli Avengers, io e Giorgia siamo andate a mangiarci una crepe e abbiamo fatto un giro tra Toy Story, Ratatuille e Cars fino ad arrivare alla villaggio di Frozen dove abbiamo trovato delle panchine all'ombra su cui riposarci. Poi sono arrivati Giulia e Giorgio delusi perché anche la giostra degli Avengers aveva avuto problemi e li hanno fatti scendere. Così abbiamo mangiato un gelato e siamo andati a fare il trip road di Cars che è stato molto carino con la scena del fuoco e dell'acqua che sembrava ribaltare il nostro vagone (vedi video sul mio canale youtube). Poi abbiamo saputo che la giostra degli Avengers era stata ripristinata, così i due pazzerelli ci sono tornati e io e Giorgia siamo state in giro per il parco a cazzeggiare finché i due sono tornati un po' shackerati. Giorgio ha detto di aver detto addio alle montagne russe, io l'addio l'ho detto da un pezzo. 

Anche oggi abbiamo camminato moltissimo, circa 12 chilometri, domani ce la prenderemo un po' più con calma anche perché quando ho organizzato la vacanza non avevo fatto i conti con i miei 51 anni suonati e ieri notte non riuscivo a dormire per il dolore alle gambe.

Questa sera prenderò una Tachipirina 1000 e buonanotte Paris!

sabato 8 agosto 2026

Francia estate 2026. Giorno 3: PARIGI




Oggi è stato un giorno faticosetto, io e Giorgio abbiamo fatto 25.000 passi, cioè 17 Km a piedi. L'errore è stato andare in mattinata a piedi al cimitero Père Lachaise, che è stato bellissimo ma dista un paio di chilometri da qui che è il XIX Arrondissement e il cimitero è al XX. Poi lì abbiamo camminato tanto  perdendoci tra le tombe una più affascinante dell'altra e cercando quelle che ci interessavano, nello specifico: Oscar Wilde, Chopin e Jim Morrison. Davanti alla tomba di Chopin Giorgio mi ha fatto ascoltare il Notturno ed è stato stupendo, forse l'abbiamo evocato ma sembrava di averlo lì accanto a noi. Wilde neanche a dirlo, avrei riempito di baci la barriera di plexiglass che gli hanno messo intorno per evitare che la gente riempisse di baci la tomba come era già accaduto un tempo. Questa scultura a forma di angelo moderno che mi sembrava una specie di dio egizio, ciò che lui è per me: un Dio. Gli ho chiesto di trasmettermi un briciolo del suo talento. E infine Jim Morrison, una tenerezza con quella tombina abbandonata mezza sfondata. Poi abbiamo visto la tomba di un giornalista 21enne, Victor Noir, divenuto il simbolo della lotta politica francese, la cui statua che lo ritrae sdraiato, appena morto ammazzato, è bellissima ma un po' usurata però in alcune imbarazzanti parti del corpo perché dicono porti fortuna palparlo o baciarlo sulle labbra. Mi sono ovviamente rifiutata di sfiorarlo e gli ho augurato il più dolce degli eterni riposi.






Siamo tornati a casa verso le due e le ragazze si erano appena svegliate, la sera prima abbiamo fatto le due di notte. Noi abbiamo dormicchiato un paio d'ore, loro si sono preparate e alle 4 siamo usciti alla volta dell'Il de France. La temperatura nel frattempo è notevolmente aumentata passando dal freschino del mattino allo sciogliersi al sole, infatti davanti alla cattedrale di Notre Dame (che mi è sembrata più mastodontica del solito) siamo quasi morti di caldo. Da lì siamo andati al Louvre cercando l'ombra come il pane, siamo stati un po' nelle sue due piazze e davanti alla piramide di vetro, poi siamo andati oltre l'arco e abbiamo attraversato il jardin di Teuirelles dove a metà c'era la specie di mongolfiera con le fiamme alla base, simbolo delle Olimpiadi 2024. E da lì siamo andati fino all'obelisco di Place de la Concorde e alle Gallerie Lafayette dove però non siamo riusciti a raggiungere il terrazzo chiuso temporaneamente.






Siamo poi tornati a casa in metro, io praticamente zoppicando e ora siamo qui, dopo una buona cenetta cinese-parigina pronti ad andare a letto presto perché domani la sveglia per Disneyland suonerà presto :-)